Una stanza diventata casa…

Una stanza diventata casa…dove abbiamo costruito TUTTO.

Ci siamo entrati per la prima volta dalle tre/quattro immagini pubblicate nell’annuncio immobiliare dalla nostra stanza della nostra casa in Italia, ti abbiamo visto da giù qualche giorno prima di avere le chiavi, appena arrivati, impazienti di conoscerti e poi finalmente…ci siamo conosciuti: è stato amore a prima vista. Eri più grande di come ti immaginavamo, sorridevi illuminata dalla luce che entrava, come sempre, dalle grandi finestre…eri tirata a lucido per bene e, nonostante questo, abbiamo voluto darti un’altra lucidata per iniziare a conoscerti meglio e iniziare a sentirci a casa nostra…eri piccolina, sei piccolina…diciamo che sei proprio piccolina…ma sei stata la nostra prima casa e a noi piaci così!!

È qui che ragazza si è trasformata in donna di casa e il ragazzo è diventato l’uomo di casa…

È qui che abbiamo costruito tutto: ti abbiamo pulito, ti abbiamo iniziato a riempire e abbiamo iniziato a riempire la nostra vita di tutto quello che adesso siamo.
Abbiamo sperato tanto, abbiamo cercato tanto, abbiamo pregato tanto, abbiamo pianto di nascosto, abbiamo sofferto, abbiamo riso, abbiamo festeggiato, abbiamo brindato, ci siamo amati, siamo cresciuti, siamo migliorati, ci siamo litigati, abbiamo gridato, abbiamo lottato, ci siamo emozionati…abbiamo anche stirato le nostre cose per la prima volta, abbiamo buttato la nostra immondizia, abbiamo cambiato le lampadine di casa, abbiamo comprato il nostro primo quadro e lo abbiamo appeso nella nostra casa, abbiamo comprato altre grucce, abbiamo fatto il Presepe e l’albero di Natale, abbiamo conservato la parrucca dopo Carnevale, abbiamo festeggiato i 30 anni…abbiamo accolto i nostri genitori e i nostri nonni a casa nostra, li abbiamo fatti mangiare nel nostro tavolo, in “soggiorno”, li abbiamo fatti dormire nella nostra casa, in un materassino diventato letto…abbiamo messo e pure cambiato le nostre lenzuola…
È qui che abbiamo trepidato, letteralmente trepidato, nell’attesa di una buona notizia dopo un colloquio, dopo un altro…abbiamo scelto insieme le parole da inserire in quell’email che significava tutto…è qui che ci siamo fatti le foto per i curriculum…

È da qui che partivamo per un viaggio ed è qui che tornavamo ogni volta.

È su questo divano che i miei genitori palpitavano nel vedermi contrattare tra diverse offerte di lavoro ed è in questa casa che ci siamo abbracciati forte tante volte, increduli e felici, emozionati e ancora più determinati.
È da questa casa che abbiamo organizzato il nostro matrimonio, da questa casa abbiamo trovato una casa più grande, stiamo scegliendo i mobili che avevamo sempre desiderato…
È da questa casa che abbiamo iniziato a realizzare tutti i nostri desideri, i suoi muri ci conoscono meglio di come noi conosciamo noi stessi…
Presto avremo una casa più grande, dei mobili più belli, un bagno vero, una cucina vera, 4 fornelli, un frigo normale, armadi spaziosi, delle dispense, un tavolo per mangiare e una scrivania per il computer, avremo le sedie per gli ospiti e una stanza tutta per loro, una lavatrice tutta nostra, un asse da stiro, un’aspirapolvere, un forno…avremo molte più comodità…ma sono sicuro che questo periodo vissuto in questa casa, nella nostra prima casa, è e sara’ per sempre il periodo più bello di tutta la nostra vita…

Una stanza di 35mq diventata la nostra casa, dove abbiamo costruito tutto e che, come un grande amore, non potremo dimenticare mai.IMG_6362

Un anno dopo…

Citazione

Ti ho salvato, cervello, dalla sterilità di luoghi comuni, da un invecchiamento precoce fatto di carestie di stimoli e adattamenti popolari; ti ho risparmiato, cervello, la digestione tortuosa di stupidaggini mascherate da verità;  ti ho voluto nutrire, cervello, di altre culture, d’altri alfabeti, di altre sfide e sacrifici, affinché tu possa confrontare pregi e carenze, affinché tu possa distinguere aggettivi e stereotipi, affinché tu possa cibarti d’avventure e mondi altrui, affinché tu possa avere anche la possibilità d’un ritorno, semmai tu lo decida, ma solo dopo averci provato. Ti ho riempito, cuore, della nostalgia del distacco, degli amici che t’hanno abbracciato e rinforzato, dei panorami che t’hanno visto crescere e che ancora oggi fanno risuonare il tuo battito, alla vista, al respiro, al ricordo.T’ho fatto male, cuore, quando son fuggito con la rabbia del rigetto, quando son partito con la paura dell’ignoto, quando ho chiuso gli occhi ubriaco di speranze; ma t’ho fatto bene, cuore, quando ti sei innamorato d’altri paesaggi altrove, d’altri modi di fare, pensare, essere. E t’avrò pure illuso, cuore, cantandoti d’Eldorado inesistenti, di paradisi dove tutto era oro e civiltà, e invece no, son compromessi, guarda un po’, ma son compromessi, cuore, che t’hanno ridato il sorriso. Ti ho portato altrove, corpo, perché tu possa calpestare altre strade, inciampare per un passo maldestro, cadere, salire e correre, ma soprattutto sudare e avere la consapevolezza che per quel sudore siano maggiori le probabilità d’asciugarlo e sentirsi soddisfatti; t’ho fatto respirare fuori, corpo, perché tu possa riempirti i polmoni di un’aria diversa, perché tu possa provare pietanze dagli aromi sconosciuti, baciare labbra straniere, ascoltare accenti inattesi, e perderti, tra scoperte silenziose ed immancabili sconfitte, per poi ritrovarti, più forte e deciso.

Tratto da: Forse per caso a Bruxelles

Profumo di Primavera

Sembra esser stata ieri la prima nevicata qui in Lussemburgo. Ricordo l’emozione quasi infantile davanti ai fiocchi bianchi e il manto per le strade. Ed invece siamo già a marzo e per fortuna non abbiamo più avuto neve, solo tanta pioggia. Tanta da non volerne più ma da sentirsi comunque in dovere di ringraziare Madre Natura che ci ha regalato un inverno sicuramente più  mite rispetto ai precedenti. E proprio quando la nausea da metereopatia acuta e da nostalgia d’estate cominciava a farsi pressante ecco che il Lussemburgo continua ad offrirmi una delle sue mille risorse. 
Infatti, dopo le ultime due domeniche trascorse in piscina ho accettato anche l’ ASSENZA DI MARE pensando che quasi quasi mi sarei anche potuta abituare ad onde finte e acqua calda pur di sentire di nuovo quella sensazione  primordiale che scaturisce quando nuoto. 
E ancora oggi, ennesimo inizio di un ennesima settimana e di un ennesimo mese di lavoro, la multi-etnia che caratterizza questo minuscolo Paese sperduto al centro dell’Europa,mi ha regalato un sorriso.
 
Oggi ho ricevuto la mia prima MARTENITSA dalla mia amica bulgara.
La MARTENITSA viene regalata a chi si vuole bene all’inizio del mese di Marzo per augurare buona salute e lunga vita.

E’  fondamentalmente un talismano per la buona salute e la lunga vita, che simboleggia rispettivamente i colori: rosso per le guance rosse e bianco per i capelli bianchi e la vecchiaia. Si usa indossarli sul lato sinistro (dove c’è il cuore) o come un bracciale sul braccio sinistro.Non si deve abbandonare mai fino a quando si vede il primo segno dell’arrivo della primavera – una cicogna, una rondine  o un albero in fiore – e poi (non oltre il 1º aprile) si appendono su un albero, o si mettono sotto una pietra, esprimendo un desiderio.

La fortuna va, allora, restituita alla Natura: lo si appende ai suoi rami colorati e si aspetta che l’energia conduca il suo viaggio in nuova energia.

Lo trovo estremamente poetico e di buon auspicio,e così proprio quando sembra che la primavera abbia perso le indicazioni stradali per il Lussemburgo, basta guardare quei due piccoli fili intrecciati rossi e bianchi al polso e aspettare…. anche Lei puntuale arriverà.
 
 
« Marzo pazzarello guarda il sole e prendi l’ombrello »

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Partire

Vivere in un paese che non è il mio, in una città che raccoglie e combina migliaia di culture diverse, e lavorare in un posto in cui non più di quattro o cinque persone sono della stessa nazionalità è particolarmente stimolante da questo punto di vista: non credo di sbagliarmi se dico che, da quando vivo qui, imparo ogni giorno qualcosa di nuovo!

Non mi riferisco soltanto alla lingua, o forse dovrei dire, “alle lingue” che non padroneggio del tutto bene, sara’ a causa della scarsa attenzione prestata, mio peggior difetto.

Quello che mi piace di più è guardarmi intorno, osservare le piccole cose che la gente fa quasi senza accorgersene, o nella speranza di non essere notata.
In un posto come questo, in cui puntare gli occhi su qualcuno in particolare durante un viaggio in autobus, o ancora peggio in macchina fermi al semaforo, è quasi maleducazione, le stranezze e le piccole manie saltano subito ai miei occhi, incoraggiate dagli sguardi assenti e dalla mia perpetua curiosità.
Mi basta arrivare in ufficio ogni mattina, e gettare uno sguardo d’insieme sui miei bizzarri colleghi per rendermi conto di quanto il mondo sia vario, e di come sia vero che nessuno è normale visto da vicino. La posizione della mia scrivania agevola notevolmente il mio lavoro, infatti essendo di fianco alla caffetteria posso godere di un’ottima panoramica visiva ed auditiva di quello che succede!C’è chi fa colazione con un caffè, seguito da altri dieci nel corso della giornata, e un sandwich salato nell’altra mano!!! Da brivido!

C’è chi si crede maestra del cappuccino pur venendo dall’Australia  e beve qualcosa che in realtà di cappuccino non ha nulla.   C’è chi s’ingozza di caramelle alla menta tutto il giorno e c’è chi fuma cosi tanto che passa più tempo fuori con 0 gradi che dentro!
C’è chi non rinuncia alla camicia elegante ed ai pantaloni con la piega nonostante passi tutto il giorno seduto alla stessa scrivania  e chi indossa sempre lo stesso paio di jeans e un’accurata selezione di camice, o peggio ancora di felpe!
C’è chi passeggia ogni giorno su una passerella di moda, e chi invece non si premura neanche di indossare qualcosa di guardabile!
E poi ci sono io… come un pesce fuor d’acqua all’inizio, non e’ stato facile… le mie doti comunicative non mi aiutavano in Italia, figuriamoci qui, con altre lingue! beh adesso se guardo indietro gli ultimi 9 mesi mi sembrano… volati via… siamo qui, stiamo bene, e riusciamo a non farci mancare troppo gli affetti, anche se certe volte e’ davvero difficile.
Si fanno nuove amicizie, a lavoro per lo più straniere e al di fuori per lo più italiane! e si perché e’ bellissimo conoscere persone di tutto il mondo, la diversità e’ meravigliosa  ma certe volte e’ proprio necessario parlare la propria lingua nativa e non pensare di aver dimenticato cosa sia una vera pizza o un vero caffè rigorosamente ITALIANO  🙂

 Partire, non perché fuori c’è un mondo migliore, ma perché fuori c’è un mondo diverso, ed è bello scoprirlo!

 

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Winter lights

Ebbene si, siamo già a Dicembre!

Sono passati ben sette mesi da quando siamo qui.. e visto che il nostro futuro sembra rimanere il Lussemburgo, ho bisogno (e mi piace un sacco) di festeggiare tutte le nuove tradizioni…
Quindi addio tradizione di aspettare l’8 dicembre per cominciare a decorare la casa con albero e luci di natale, quest’anno il 23 Novembre comincia il winter lights con tanto di nuovo alberello di natale anche a casetta nostra! MERAVIGLIOSO…e poi per la prima volta…  è tutto nostro!!!

C’è qualcosa che mi piace ancor di più e che attendo da  quando sono qui ed e’ Saint Nicolas, ovvero quello che poi nella tradizione pagana del resto del mondo, per somiglianza forse, e’ diventato babbo natale!!!:) ebbene si… tradizione vuole che la notte precedente al 6 dicembre, i bambini mettano le loro scarpe davanti ai camini, spesso riempite di fieno o carote come dono al cavallo di San Nicola, un grazioso e anziano vescovo con tanto di mitra e barba bianca.

Così  la sera del 5 dicembre,  Sinterklaas porta i regali a tutti i bambini che si sono comportati bene durante l’anno passato, e le scarpe riempite di dolciumi e di un caratteristico pane dolce chiamato bonhomme (il Boxemännchen, squisito dolcino che viene preparato esclusivamente in quest’occorrenza).

Non potevo certamente perdermi un’occasione simile per far vedere al mio “bimbo” che si e’ davvero comportato bene quest anno!! 🙂

Così ancor prima che suoni la sveglia mi alzo subito dal letto (cosa non affatto scontata per me) esco la mia scorta del giorno prima di cioccolatini e dolcetti e riempo le sue ciabatte…. (“dovevate vedere la sua faccia non appena si e’ svegliato e ha provato a calzare le ciabatte”)

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Comincia cosi’ questa meraviglioso primo San Nicola insieme… e cade giusto di venerdì, come se volesse dirti… non preoccuparti… domani sarà vacanza anche per te…. 

Rincontri

DIstrazione

Appena tornata, qualche giorno dopo essermi ripresa dalla stanchezza accumulata in questi giorni frenetici di incontri e Ri-incontri, la percezione che ho avuto è stata strana.

Da una parte era come se non me ne fossi mai andata via, in casa tutto era più o meno sempre al solito posto, gli amici li ho trovati più o meno come quando li avevo lasciati. Ma dall’altra invece sapevo di aver fatto un sacco di cose e aver visto un sacco di posti, dato che ero stata via per sei lunghi mesi, con la sola differenza che sembrava essere stato solo un sogno. Avevo la percezione del tempo completamente sfasata. Come se avessi vissuto contemporaneamente due vite parallele.. una qui in Lux, con il nuovo lavoro, la nostra nuova casa e noi… ed una a Casa, vivendo ogni evento come se io fossi stata li, per la nascita del meraviglioso Salvuccio, per la scelta dell’abito di mia sorella, per i preparativi e gli acquisti delle nuove case… per tutto.. io ero li e qui…

Ho vissuto due vite parallele, forse rese cosi concrete dal meraviglioso amico/nemico quale è Skype. O forse ancor di più rese così reali, dalla voglia di esserci per davvero.
E così per la prima volta si atterra in Sicilia con un sorrisone ebete stampato in faccia, mentre prima quell’atterraggio aveva sempre rappresentato la triste fine di qualche bellissima vacanza e l’inizio della solita routine.
Stando a casa realizzi che, per quanto sia bello ed entusiasmante incontrare ogni giorno gente nuova, i migliori amici che si possano desiderare sono quelli di lunga data, quelli che verranno a prendervi all’aeroporto e con cui sembrerà che non siano passate neanche 24 ore dal vostro ultimo incontro, a cui dirai che hai tante cose da raccontare ma a cui nello stesso tempo sai già di aver detto tutto, perché loro hanno condiviso tutto… nonostante la lontananza…
Il tempo e’ troppo breve e fugace per stare a raccontare il passato, ma hai solo voglia di vivere il presente, ogni momento, ogni sguardo, ogni sorriso, per fare il pieno per i prossimi mesi….E cosi riparti con un qualcosa dentro.. come se avessi dimenticato qualcosa…ma quel qualcosa sai bene cos’è.. è quella parte di te che rimane con loro.. che vive sempre accanto a loro!
“Ci si renderà conto di quanto si stia bene a casa solo quando -per fortuna- sarà troppo tardi per rimuginarci; bisognerà chiudere le valigie e saltare sull’aereo che ci riporterà in quell’altra, nuova casa”.

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